Archivio | aprile, 2011

If door does not open, do not enter

26 Apr

Ogni tanto mi capita di pensare alla quantità di volte che sento pronunciare il termine “open“. E proprio perchè non ho niente di meglio da fare, ma ci tengo a dare segni di vita, riepilogo di seguito quando:

Ora, dopo esservi fatti questa scorpacciata di definizioni e loro storia su Wikipedia, ci tenevo a spiegare che il termine OPEN da solo vuol dire semplicemente “aperto”, come il termine DOOR vuol dire semplicemente “porta”. La vera differenza la fa il contesto in cui è usato. E non solo, nei contesti elencati qui in alto assume uno specifico valore. Per quanto possa sembrare ridondante dover dare una spiegazione di open definition, ci tenevo a evidenziare che questa non si esaurisce nella definizione stessa. E capire il contesto è quanto mai importante, considerando che tutti questi termini travalicano spesso diversi campi di attività e altrettanto capita siano usati a sproposito.

L’esempio più concreto che mi viene in mente riguarda i software open source. Affermare che ho sviluppato un software utilizzandone altri di open source, non rende il mio altrettanto open. Così come, senza voler essere troppo estremista, volendo essere estremista, personalmente non ritengo che un software sia open source per il semplice fatto che è stato rilasciato con una licenza di tipo open source. Anche se nelle licenze di questo tipo non ci sono riferimenti a un ruolo attivo del licenziatario, sono fermamente convinto che la vera differenza con la “moda open”, sia l’atteggiamento assunto nella fase di sviluppo e di distribuzione. Insomma, ben vengano i migliaia di progetti caricati su sourceforge o github, ma per come la vedo c’è ancora troppa differenza tra porgetti realmente accessibili e progetti open di nome ma non di fatto. [aggiornato 27/04/11]

Quindi ora, per la gioia di tutti gli utenti di ClavisNG, stiamo facendo il manuale utilizzando DokuWiki, un motore wiki, che spero possa contribuire a migliorarne la documentazione e a incentivare la partecipazione (altre due parole chiave legate e diversi concetti “open”). Spero anche che riusciremo a rilasciare il manuale con licenza CC BY-SA 3.0.

Detto questo, mi piacerebbe sapere se qualcuno conosce: altre declinazioni del termine “open” (ad esempio guardate Microsoft come lo usa), altri manuali di sw per biblioteche distribuiti su piattaforme wiki (ogni tanto mi assalgono dei dubbi sulla scelta di dokuwiki…).

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The Curious Case of W Type

6 Apr

"Prendo a prestito 1 e 2, grazie."

letture stimolanti e parenti di investigatori famosi

4 Apr

Un libro altamente consigliato ai lettori di questo blog è Library Mashups: Exploring New Ways to Deliver Library Data.

Library mashups

E’ in inglese ma potete trovare alcuni interessanti riferimenti in italiano sul blog di Bonaria Biancu, The geek librarian, che ha scritto il secondo capitolo.

L’aspetto più interessante del libro è che si rivolge soprattutto ai bibliotecari, introducendoli ad un linguaggio un po’ più “informatico” e alle potenzialità degli strumenti che hanno già a disposizione. In questo senso ci sono sia “buone pratiche” utilizzando software open source, che spunti interessanti per combinare diversi dati in modo nuovo ed efficace.

Sono stato molto stimolato dal capitolo sui microformati (magari qualcuno che mi segue su twitter avrà notato un po’ di entusiasmo per banali implementazioni di COinS). Più in generale credo sia entusiasmante vedere quanto si può fare anche in condizioni non ottimali, semplicemente lavorando su feed rss o applicando un minimo di conoscenze di html e css (suggerimento: dopo esservi letti qualche minimo tutorial sul tema, installatevi Firebug e iniziate a “fare le pulci” ai siti che vi piacciono per vedere, almeno in parte, cosa c’è dietro…)

Il tutto mi ha ricordato del Mycroft Project, ovvero di quanto semplice sia implementare la ricerca in un qualsiasi sito nella finestrella di ricerche rapide integrata in Firefox (ma in verità grazie a OpenSearch la cosa funziona anche su altri browser). Personalmente ne faccio ampio uso e, se così fosse anche per voi, magari vi viene voglia di creare un plugin per il vostro OPAC. Ad esempio come è stato fatto dal buon Bilal per SBN.

Ma lo sapevate che Mycroft era il nome del fratello di Sherlock Holmes? 🙂

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