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Il diario segreto di DiscoveryNG

26 Mag

Sono sempre più convinto che se uno fa un lavoro con passione e realizza qualcosa di qualità, non vede l’ora di condividerla, di farla vedere al mondo. Ne parla volentieri anche mentre si beve una birra con gli amici. Viceversa, si tende ad avere paura di condividere le cose venute un po’ male, pensando sempre “prima voglio aggiustarla meglio” oppure “mi vergogno a condividerlo così”.

A chi rientra nella seconda categoria consiglio di leggere come mai si pensa sempre che il proprio prodotto faccia schifo.

A tutti gli altri voglio dedicare un viaggio nei segreti di DiscoveryNG. Alla scoperta di alcune delle cose simpatiche che, per ora, conosciamo solo io e Nicolò.

Il nome

Gli sviluppatori spendono un sacco di tempo a dare nomi alle cose. Danno nomi alle variabili, alle funzioni, ai metodi. Danno i nomi ai server, ai computer. Decidono come si chiamerà il software, un certo componente del software o una certa versione del software.

Quando sono arrivato a Comperio, DiscoveryNG si chiamava già così. Era un vero e proprio “pezzo” di ClavisNG (p.s. le NG stanno per Next Generation). L’ultima versione di Discovery (la 0.9) era stata battezzata Rigoni Stern. Ciro un giorno mi ha spiegato che l’idea era dare un nome di scrittore italiano alle versioni dispari, e un nome di scrittore straniero alle versioni pari.

Dovendo riscrivere completamente il software, creando un modulo esterno per Silverstripe, è stato scelto di chiamarlo Liquens, che pare fosse uno dei nomi originari che doveva avere DiscoveryNG. Quindi Liquens è diventato il componente che, se aggiunto a Silverstripe, fa un DiscoveryNG.

Francamente non ricordo come mai dalla versione 0.9 abbiamo deciso di saltare alla 3, tutto d’un tratto. Forse perchè era un bel numero. Ad ogni modo, con la scusa del continuos deployment e del fatto che non rilasciamo online il codice, il numero di versione è rimasto fisso a 3.0 alpha ‘ice-breaker’.

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Ice breaker perchè avevo deciso che Discovery dovesse avere un senso, almeno per me, così mi sono fatto un giro sulla pagina disambigua di wikipedia e ho scelto, assieme ad Isacco, che Discovery sta per RRS Discovery, una nave per le spedizioni nelle regioni antartiche. In teoria le versioni successive avrebbero dovuto chiamarsi con il nome di vari esploratori e ricercatori saliti a bordo delle varie spedizioni (es. Shackleton). Così come già immaginavo un sacco di elementi grafici legati al mondo delle spedizioni dei primi del Novecento.

Invece no.

Domani aggiorniamo tutti i DNG all’ultima versione, a cui stiamo lavorando da alcuni mesi. Proprio bella. Anzi, una vera e propria bomba. Così la versione passa da 3 a 4. All’improvviso. Ci sono momenti importanti nella crescita: il primo bacio, la prima sbronza, la patente e cose simili. Così cercavamo un nome adeguato, e abbiamo deciso di usare “BOOM“. La mia speranza è di riuscire a usare onomatopee di fumetti anche per le prossime versioni. Questo soprattutto perchè fa un sacco di effetto per iniziare i post dove annunci le novità.

La nave Discovery comunque continuerà a farci compagnia, restando il logo di default del tema predefinito.

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I nostri libri

Volete sapere come sono fatte la mia libreria e quella di Nicolò? Beh, allora fatevi un giro sui portali con installato DiscoveryNG e trovate una biblioteca che non si sia personalizzata la pagina di presentazione. Date un’occhiata al rettangolo sopra al menu di navigazione e avrete un’idea di cosa abbiamo letto negli ultimi anni.

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Volendo abbellire le pagine delle biblioteche, avevamo bisogno di almeno un elemento grafico da mettere sopra al menu. Allora ci siamo fatti delle foto alle librerie, da mostrare nel caso le biblioteche non avessero tempo di mettersi un’immagine. Sapere che accanto agli orari di apertura, alcune biblioteche mostrano senza saperlo alcune delle mie graphic novel preferite mi fa sempre gongolare.

Schermata 2013-05-27 alle 00.21.42

I divertimenti

C’è stato un momento molto buio nella vita di DNG, in cui malvagi extraterrestri hanno messo a rischio le sorti del pianeta, costringendoci ad oscurare una delle poche forme di resistenza rimaste.

Ai paladini della giustizia volevo svelare come non perdere la speranza. Ogni volta che il vostro DNG entrerà in manutenzione (ad esempio domani mattina), vi basterà inserire la password INVADERS nell’attesa, per decollare con il vostro caccia interstellare e aiutarci a sconfiggere il nemico.

Al momento è questo il punteggio da battere.

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Riunione di famiglia

25 Mag

Lunedì 13 maggio si è svolto a Brescia il primo incontro degli utenti ClavisNG e, devo ammetterlo, per me è stato un mix di emozioni contrastanti.

Ho sognato questo incontro per almeno due anni, da quando ho iniziato a conoscere i clienti Comperio e fare formazione all’uso del gestionale ClavisNG. Tante volte mi è capitato di pensare “ah, questi dovrebbero proprio conoscere questi altri” oppure “ah, come sarebbe bello se si incontrassero per discutere assieme questa cosa“. Purtroppo la mia azienda è piccolina e non ha capacità organizzativo/comunicative tali da realizzare un incontro del genere. Così ci hanno pensato direttamente gli utenti, contattandosi tra loro e trovando il tempo di vedersi tutti assieme.

sono un pessimo fotografo #1

sono un pessimo fotografo #1

Chi c’era: Biblioinrete (Provincia di Vicenza), Biblioteca Ambrosiana, Biblioteche della Montagna Pordenonese, Consorzio bibliotecario Castelli Romani, CSBNO, Sistema bibliotecario Provincia di Verona, Sistema bibliotecario provincia di Gorizia, Sistema bibliotecario urbano di Torino, Sistema bibliotecario Valdostano, Rete documentaria Provincia di Pistoia, Sistemi bibliotecari delle Provincie di Brescia e Cremona, Comperio.

Assenti giustificati: Rete documentaria della Provincia di Pisa, Provincia di Padova, Chioggia, UniVIU, IMT Lucca, Provincia di Sondrio, Museo diocesano di Milano, Rete Cedro, Biblioteche dell’Amministrazione Provinciale di Milano.

sono un pessimo fotografo #2

sono un pessimo fotografo #2

Cosa si è detto: principalmente ci si è presentati, raccontando il proprio rapporto con il software ClavisNG e Comperio. Quindi è stata decisa la creazione di una mailing list, con la formazione di alcuni “gruppi di interesse” attorno ad una serie di temi importanti.

Il nodo centrale per gli utenti di ClavisNG è capire come viene portato avanti lo sviluppo del software, per cercare di contribuire e orientare, ove possibile, le scelte di Comperio.

I miei sentimenti contrastanti derivano dal fatto che ormai mi occupo solo di DiscoveryNG, avendo abbandonato da diversi mesi la mia attività su ClavisNG. Quindi posso solo augurarmi che chi organizza lo sviluppo del software nella mia azienda riesca a valorizzare questo nuovo gruppo di riferimento, riuscendo a dialogarci in maniera adeguata e a realizzarne le richieste.

Vendorleaks

1 Mag

L’altro giorno stavo seguendo l’incontro del NISO Bibliographic Roadmap Development Project (trovate i materiali su questo sito), finchè sono stato colpito alla testa da un paio di simpatici tweet.

🙂 Mi ha fatto molto ridere e volevo condividerlo, ma in realtà non c’entra con il discorso che volevo fare.

Il contesto è l’abbandono del formato MARC e il tweet dice chiaramente: i rivenditori non faranno passi in avanti finchè non lo faranno le biblioteche e le biblioteche non faranno passi in avanti finchè non lo faranno i rivenditori.

Per lavoro mi sono spesso trovato a riflettere sul rapporto tra il rivenditore di software e le biblioteche: su come si sviluppino assieme i progetti, su come si riescano a realizzare servizi o prodotti (cosiddetti) innovativi. All’inizio del mio percorso sentivo la mancanza di interlocutori, ovvero di persone in grado di spiegarmi le ultime evoluzioni degli standard, persone in grado di immaginare nuovi servizi e aiutarmi a costruirli. Ma alla fine ho capito che ogni cliente ha le sue complessità e le sue priorità inderogabili. Spesso queste dominano il rapporto con il rivenditore, generando una empasse nello sviluppo.

Vorrei quindi elencare alcune banalità legate al rapporto tra rivenditore e cliente.

1. il rivenditore fa quello per cui viene pagato.

Se domani una biblioteca venisse alla mia porta, disposta a finanziare un progetto che permetta ai libri sugli scaffali di brillare al buio ed emettere una simpatica musichina ad ogni prestito, probabilmente prima di declinare darei una sbirciata al compenso. Non che mi interessi di musichine, però potrei anche accettare e mettermi a lavorare, visto che mi pagano. Un’azienda che intenda sopravvivere nel mercato deve essere disposta a questo genere di compromessi per essere in grado di pagare gli stipendi.

In un simile contesto non è facile trovare il tempo per lo studio, o l’azienda è abbastanza grossa da permettersi un settore ricerca&sviluppo, oppure è abbastanza piccola da fare bene una sola cosa.

Suggerimento: diffidate dalle aziende senza una mission ben definita. Se l’azienda a cui vi rivolgete non si identifica chiaramente con l’obiettivo di realizzare la migliore musichina-da-prestito del mondo, provate a cercare ancora. Se non esistono aziende che fanno musichine-da-prestito, sceglietene almeno una che abbia del gusto musicale.

2. un’azienda del settore IT non è in grado di realizzare qualsiasi progetto informatico

In parole povere, l’informatica non è magia e gli informatici non sono alchimisti (anche se alcuni si ritengono tali). È un mondo dove sono necessarie molte diverse competenze per poter realizzare qualcosa. Fate fare il vostro sito ad un team di ingegneri e non aspettatevi una grafica moderna e accattivante.

Suggerimento: imparate a riconoscere gli ambiti di competenza delle aziende IT, guardate altri lavori fatti dall’azienda o contattate altri clienti.

3. il rivenditore usa sempre un linguaggio alla moda

Parole come standard, ebook, app, open, 2.0, integrazione, social hanno l’affascinante capacità di non significare assolutamente nulla di per sè. E aggiungo che non sono assolutamente sinonimo di innovazione, trattandosi di cose in circolazione da parecchi anni. Il dramma è che si tratta di un circolo vizioso, visto che spesso sono le stesse biblioteche a fare affermazioni prive di significato (un esempio è “desidero l’integrazione con Facebook, Twitter, Google+”) lasciando al rivenditore il compito di imbastire un prodotto sopra alla “visione”.

Suggerimento: chiedete all’azienda cosa sta facendo di veramante innovativo per il mondo delle biblioteche, non per voi. Spesso non serve parlare informatichese per capirsi. Sforzatevi di stabilire un linguaggio comune.

4. più clienti fanno la stessa richiesta, più è probabile che verrà presa in considerazione prima delle altre

Se un software viene usato contemporaneamente da centinaia di persone, l’azienda si troverà a dover gestire centinaia di richieste. Uno dei criteri usati per determinarne le priorità è la quantità di clienti che fanno la stessa richiesta. Per un semplicissimo ragionamento di customer satisfaction.

Suggerimento: Imparate a fare pressioni in modo coordinato. Il 13 maggio finalmente si incontrano gli utenti di ClavisNG, che quindi possono saltare questo punto.

Giulio e Isacco @ Comperio

Isacco e Giulio riflettono sul futuro del MARC @ Comperio Srl

Conclusioni

Sono consapevole dei problemi legati alla scelta di un rivenditore da parte della P.A. (burocratizzazione, questioni politiche, ecc.), così come sono consapevole che ogni rivenditore sceglie di adottare il suo personale modello di business.

Questo significa che le precedenti banalità non valgono per tutti. Volevo parlarne solo perchè le banalità sono tra le cose più dure con cui mi scontro. Ed essendo banalità, si fa spesso finta che non esistano.

Le vere innovazioni non piovono dal cielo, non sono il colpo di genio notturno dello sviluppatore talentuoso. Sono frutto di ricerca e condivisione dei risultati (per questo c’ho l’ansia del “parliamone). Queste cose richiedono tempo, studio e partecipazione attiva alla progettazione. L’appuntamento NISO ci insegna che si sta progettando adesso quello che le biblioteche useranno forse tra 15 anni.

In tema di biblioteche e software per l’automazione, dovreste saperne tanto quanto (se non più) del rivenditore. Ma non riguardo a quello che c’è in circolazione oggi, intendo dire che dovreste sapere meglio del rivenditore come immaginate le biblioteche di domani.

Breve gita oltremanica

11 Apr

Circa un mese fa sono andato a Londra all’LMS Supplier Showcase 2013 organizzato dal CILIP. Ci sono andato con Dario a presentare il gestionale di Comperio (ClavisNG).

L’evento

L’evento dura una giornata (dalle 9.00 alle 16.00) durante la quale i partecipanti girano per le sale del CILIP e hanno la possibilità di parlare con i produttori di gestionali. La pagina dell’edizione 2012 sottolinea “In a time of severe cuts within all sectors, now is the time to look at how organisations can work smarter. Visit the CILIP LMS Suppliers Showcase and talk to the experts on how you can get the most out of your library management system.“.
La partecipazione era gratuita, c’era un ricchissimo buffet e si poteva vincere un Kindle Fire.

Alcuni giorni prima dell’evento, in quanto espositori, abbiamo ricevuto un elenco dei partecipanti (nome, cognome, titolo, ente) e le mail di quanti avevano dato il consenso a ricevere materiale informativo.

I partecipanti

I partecipanti iscritti sono stati 189. Ad ognuno veniva fornito un elenco con la descrizione degli espositori presenti. Mi ha profondamente colpito la varietà di “titoli” presenti: dal bibliotecario al consulente, dallo studente di biblioteconomia al responsabile IT.

L’approccio prevalente era andare da quei pochi rivenditori pre-selezionati e analizzare assieme una “lista della spesa” che era stata preparata a casa (es. “il vostro software supporta Microsoft SQL Server?”). Una minoranza, credo per lo più studenti e consulenti, ha girato quasi tutti gli stand per curiosare le novità su cui stanno puntando le aziende.

Le aziende

Ogni stand aveva un piedistallo con grande manifesto pubblicitario dell’azienda/servizio, qualcuno usava dei mini-proiettori da tavolo, qualcuno offriva gadget e brochure, alcuni stand avevano 3-4 persone impiegate. Ad eccezione di Bowker e Nielsen, che si occupano specificatamente di fornire record bibliografici e arricchirli, tutti gli espositori presentavano il loro gestionale. Noi eravamo accanto a PTFS, che mostrava Koha 🙂

Devo ammettere che non ho girato molto (shame on me) quindi non so dirvi su cosa stanno lavorando le aziende. Ho visto qualcuno molto orientato al mercato mobile (es. SirsiDynix), mentre qualcun’altro mi ha dato l’idea di presentare grosso modo lo stesso prodotto di sempre.

Noi

Colto da improvviso senso di inferiorità/sconforto per esserci presentati un po’ troppo impreparati, ho fatto questo disegnino e l’ho messo sul tavolo.

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Nonostante la maggior parte delle persone sapesse già a quali stand andare, e nonostante nessuno abbia voluto farsi fare un ritratto….qualche fortunato si è fermato a parlare con noi.

In questo modo sono riuscito a sfatare alcuni miei pregiudizi personali sulle biblioteche inglesi, scoprendo che anche lì ci sono realtà travagliate, magari costrette ancora a usare l’emulatore di terminale per gestire i prestiti, oppure ostinatamente isolate le une dalle altre, in grosso deficit cooperativo. Confermo però che, mediamente, non si cataloga 🙂

Considerando che, secondo me, i punti di forza di Clavis sono il modello di gestione dell’interprestito e la gestione della catalogazione, non so quanto margine di diffusione avrà il prodotto. Intanto stiamo traducendo il programma (che se sviluppate un software cercate di pensarci subito).

Sinceramente non so se definire consolante o tragico il fatto che la licenza open source resti una scelta di nicchia per i produttori.  In ogni caso, spero con tutto il cuore che in futuro installare e aggiornare Clavis possa diventare facile e accessibile anche al resto del mondo.

Ciao Space Invaders

22 Mag

Per come è attualmente strutturato il nostro sistema di sviluppo e rilascio del software, ci troviamo spesso a dover aggiornare le diverse installazioni dei clienti che abbiamo in hosting sui nostri server. Gli aggiornamenti vanno dalla risoluzione di bug all’introduzione di nuove funzionalità e sono più o meno settimanali. Per evitare possibili problemi di accesso e aiutare gli utenti a capire cosa succede, abbiamo creato una pagina di ‘manutenzione‘ che viene mostrata al posto del sito fino al termine dell’aggiornamento (che dura dai pochi secondi al paio di minuti).

Già che c’eravamo (e per sperimentare l’uso dei canvas) abbiamo pensato di aggiungere la possibilità, cliccando su un link, di aprire un giochino in HTML5 (Space Invaders). L’abbiamo fatto considerando che la pagina sarebbe stata vista da pochi sfortunati, ai quali sarebbe stato carino offrire una possibile distrazione.

Un paio di settimane fa abbiamo dovuto rimuovere il gioco. Volevo scusarmi con tutti gli affezionati che nel frattempo hanno cercato di difendere la terra infrangendo punteggi record.

Non ci dimenticheremo di voi ragazzi.

maintenance mode

Clicca sull’immagine per fare una partita

Insert Coins – più semplice a farsi che a dirsi

3 Feb

E’ semplice rendere interoperabile un OPAC, alle volte basta un solo tag: <span>

<!-- Per comodità di lettura vado a capo, ma voi scrivete tutto su un'unica riga -->
<span title="ctx_ver=Z39.88-2004&amp;
ctx_enc=info%3Aofi%2Fenc%3AUTF-8&amp;
rfr_id=info%3Asid%2Fwww.comperio.it%2Fclavisng%3Acoins&amp;
rft_val_fmt=info%3Aofi%2Ffmt%3Akev%3Amtx%3Abook&amp;
rft.title=A++history+of+modern+Germany++1800+to+the+present+&amp;
rft.au=+Martin+Kitchen&amp;
rft.place=Chichester&amp;
rft.pub=Wiley-Blackwell&amp;
rft.date=2012&amp;
rft.isbn=&amp;
rft.edition=2.+ed.">
</span>

Quello che vedete qui sopra è una possibile implementazione dell’OpenURL COinS che prevede appunto di concatenare all’interno dell’attributo title del tag html <span> le informazioni bibliografiche di un libro.

Siccome si tratta di un tag generico che di per sè non rappresenta nulla, è molto comodo poterlo usare in questo modo. Magari ogni giorno navigate su OPAC o altri siti che contengono informazioni bibliografiche, e disseminati nel codice ci sono questi tag.

COinS in azione su DNG3

Per vedere in azione i possibili usi della cosa, potreste installare alcune estensioni in grado di interpretarli ed usarli a dovere. Ad esempio ecco cosa succede se attivate Zotero oppure il plugin OpenURL Referrer di OCLC.

COinS with plugin

WOW!!! Posso salvare la risorsa nella mia bibliografia con un clic oppure lanciare al volo una ricerca su WorldCat!!!

Ora, siccome DNG3 sarà usato prevalentemente dalle biblioteche di pubblica lettura, non so quanto potrà essere utile questa cosa…..insomma, salvare in Zotero “Geronimo Stilton” è divertente la prima volta….poi basta…

Ad ogni modo volevo segnalare (siccome su AIB-CUR si parlava di Zotero) quanto è semplice e poco invasivo implementare una cosa che magari noi non usiamo, ma altri potrebbero trovare molto utile. Come dicevo qualche mese fa, chiedete al vostro rivenditore di fiducia di implementarla 😛

 

Promesse da marinaio e ritorno al porto.

25 Gen

Ah ah! Che ridere! Va bene non scrivere niente per 2 mesi, ma rileggere “scriverò più spesso” nell’ultimo post sul blog è francamente troppo. Niente post frequenti, niente aggiornamento di fine anno e buoni propositi per l’anno venturo. E il tempo passa. Sob!

Che dire, avrei voluto uscirmene con qualcosa sul bel corso a cui ho partecipato per l’AIB, magari con tanto di documenti, approfondimenti, impressioni. Ma le cose sono precipitate e non ho ancora sistemato gli appunti.

Nel 2011, a partire da giugno circa, a Comperio abbiamo iniziato a lavorare per l’ingresso di nuovi sistemi bibliotecari:

Durante l’estate è arrivato il certificato di conformità all’Indice SBN di livello 4, quindi abbiamo iniziato a lavorare per integrare ClavisNG al nostro applicativo per il dialogo con l’Indice.
Durante lo stesso periodo è  arrivato Nicolò, un nuovo programmatore che si è messo al lavoro su DiscoveryNG3.
In autunno abbiamo anche cercato di migliorare la nostra organizzazione, adottando ActiveCollab, un software per il project management.

Non posso negare che intorno a dicembre qualcosa dentro di me ha iniziato a scricchiolare. Vista la situazione ho deciso di accantonare qualsiasi attività LIS-related-extra-lavorativa (es. questo blog, letture edificanti, ecc.) per dedicarmi a superare entro la fine dell’anno la quota di pagine lette nel 2010 (5540 secondo Anobii).

Non ce l’ho fatta per 275 pagine ma, in piena trance agonistica, entro il mese di gennaio raggiungerò già 1/5 del mio record personale annuo 😉

Imparo imparo imparo

L’ultima cosa che volevo dire (per chi non legge twitter) è che dovete imparare almeno un linguaggio di programmazione per sopravvivere.

No, non sto scherzando.

Certo, potete sempre sperare in lui o in lui, ma se volete uscire dal matrix, meglio dedicare un paio d’ore la settimana al dialogo costruttivo con il vostro computer.

Quest’anno lo potete fare seguendo Code Year, un programma gratuito online promosso da Codacademy. Ogni settimana riceverete via mail il link ad un corso online di javascript, tutto è organizzato tramite semplici esercizi alla portata di tutti e più si avanza più badge si vincono. Al momento vi sto battendo tutti, già lo so. Se così non fosse, rendete il vostro profilo pubblico e ditemi che sto sbagliando.

Non vi piace javascript? Volete provare Ruby on Rails perchè vi sentite dei fini esteti? Ok, su codeschool.com c’è un corso gratis introduttivo. Anche questo molto divertente.

Nemmeno Ruby on rails? Non vi va di eseguire del codice? Volete solo capire perchè non conviene più usare l’attributo “bgcolor” che tanto usavate nelle pagine HTML che scrivevate con notePad negli anni ’90? Dive into HTML 5 è il libro che fa per voi.

Ah, beh, infine, anche se non ho trovato molto (giusto qualcosa su Python), segnalo anche Khan Academy.

 

 

Cosa potrebbe essere utile sapere per cercare un lavoro nel settore

24 Nov

Thing 21: Promoting yourself in job applications and at interview

La ventunesima cosa su cui cpd23 fa riflettere è il modo in cui ci presentiamo al mondo del lavoro, ovvero alcune dritte su come curare il CV e prepararsi a un colloquio. Si parla soprattutto della realtà inglese, quindi per chi volesse andare all’estero credo sia un post molto utile.

Personalmente ho preparato il mio CV usando il modello Europass, magari non il meglio strutturato, ma sicuramente una buona traccia (e dimostra che sapete usare un word processor!). L’ho mandato (in formato pdf) ad alcune aziende pescate dal catalogo espositori di Bibliostar 2009. Ah, ovviamente non sottovalutate anche un profilo su LinkedIn.

Nell’attesa che i bibliotecari metabolizzino una nuova biblioteconomia, per sottoporre il vostro CV ad una azienda del settore potrebbe essere utile conoscere:

  • com’è fatto un catalogo e i suoi record, da FRBR agli authority file, passando attraverso i database
  • come funziona nel suo complesso una biblioteca, magari averci lavorato (questo vi farebbe bene soprattutto se siete un programmatore :P)
  • UNIMARC e altri standard per la gestione e lo scambio di dati bibliografici
  • come funziona il web, possibilmente provate a costruirvi un piccolo sito internet per prendere confidenza con HTML e CSS. Arrivati lì vedrete che parlare di XML diventerà una passeggiata.
  • social networks, mashups, smartphones, ebooks e altre cose con cui divertirvi
Al di là di tutto, una cosa è fondamentale, non c’è più spazio per essere imbarazzati di fronte ad un browser o alla lingua inglese. Recuperare informazioni, valutare l’autorevolezza delle fonti, aggiornarsi costantemente sono cose che dovrebbe saper fare chiunque, a maggior ragione chi intende lavorare nel campo delle scienze dell’informazione.
Concludo segnalando che il post di cpd23 l’ha scritto un’italiana all’estero, e che spero siate andato a leggervelo, perchè giustamente evidenzia come il prerequisito fondamentale a qualsiasi ricerca lavorativa sia chiedervi quali sono i vostri interessi e cosa vi dà soddisfazione fare.
Inoltre nell’ultima puntata di BiblioCAST, Francesco Serafini intervista Concetta La Spada che racconta la sua esperienza di lavoro presso gli Idea Store di Londra. Dateci un ascolto 😉

la parte rilevante di questo post è quando trovate i link ai progetti library routes e library day in the life, andate a leggerli e sentitevi liberi di essere stimolati

28 Ott

Eh, lo so, cpd23 è finito. Almeno, sono state pubblicate tutte e 23 le “lezioni“. Però io son fermo alla 20 (la 17 me la tengo da parte come bonus finale perchè ci tengo). Ah, e scrivo in italiano che qua il feedback dal mondo anglosassone scarseggia.

Ad ogni modo la lezione 20 riguarda un progetto molto affascinante chiamato Library Routes Project. In sostanza uno spazio per condividere in che modo siete diventati bibliotecari (da dove siete partiti) e che strada avete intrapreso lungo il vostro cammino. Viene citato nel post anche il Library Day in the Life Project, un altro progetto molto simpatico che si svolge 2 volte l’anno e prevede di condividere, attraverso blog post, foto, twitter, un’intera giornata (o una settimana) nella vostra vita di bibliotecario o studente.

Come già spiegato alla lezione 10 e ribadito qui e là, non riesco a definirmi “bibliotecario”. Ma vabbè….questo forse è un problema tra me e la lingua e cultura italiane. Non credo valga la pena tediarvi con le mie radici, nemmeno stessimo narrando le origini di un X-MAN. Le mie uniche esperienze di vita in biblioteca sono state 300 ore di front-desk alla Biblioteca di Servizio Didattico delle Zattere a Ca’ Foscari (di giorno e di sera). L’interesse nei confronti delle biblioteche è nato dall’incontro con alcuni bibliotecari di Ca’ Foscari, con Zeno (per Koha) e con i miei docenti del corso di Informatica per le Discipline Umanistiche (che non esiste più). Poi mi sono appassionato di software open source. Poi è finita che ho fatto una tesi sugli Integrated Library Systems.

Mentre mi stavo laureando ho mandato il mio CV ad alcune aziende che si occupano di automazione in Italia (c’ho messo poco) e Comperio mi ha risposto positivamente, dandomi tra l’altro la possibilità di mantenere il piede nelle due staffe (informatica e biblioteconomia)…che poi mi suona sempre più ridicolo parlare di due staffe, come fossero una cosa così distante…Ora sto facendo il project manager…che non si capisce bene cosa voglia dire….però andrò avanti per questa strada per un po’ mi sa. E la strada vorrebbe essere: coinvolgere maggiormente i nostri clienti nel processo di sviluppo del sw, migliorare il sw, usare soluzioni standard, imparare cose nuove e condividerle. Troppo? Beh, essere ambiziosi è un buon modo per darsi una direzione.

(oh, tu che passi di qui, e hai mandato il tuo CV a Comperio quest’anno, ti chiedo umilmente perdono per non averti risposto. Abbiamo letto la tua mail e prometto che d’ora in avanti risponderò! Scusa! Non sai quanto capisco la frustrazione di non ricevere nemmeno una risposta di avvenuta ricezione! Ti prego di perdonarmi!
Detto tra noi, se poi scrivete che sapete programmare in PHP e ve la cavate con la piattaforma LAMP vi chiamo subito!!!)

P.S. la situazione del lavoro nelle biblioteche in italia è drammatica e questo lo sappiamo tutti. Io ci sono entrato dalla finestra dei servizi informatici, che credo in generale sia la carta più spendibile in questo periodo storico.

Errata conversione in UNIMARC del server z39.50 di SBN

26 Ott

Caspita!

Oggi a lavoro ho scoperto che il server z39.50 dell’Indice SBN è ancora collegato al “vecchio” OPAC SBN. Per essere precisi i record sono restituiti in formato UNIMARC solo a seguito di una rielaborazione non sempre corretta al 100%. Ad esempio le nature W sono restituite con indicatore 1 del campo 200 impostato a 1 invece che a 0.

Dall’ICCU comunque ci hanno confermato che a breve sarà di nuovo disponibile uno scarico UNIMARC corretto, così come riportato sul nuovo OPAC.

P.S. magari lo z39.50 si è sempre comportato così e io lo scopro solo ora. Intanto comunque lo scrivo qui, vedi mai che qualcun altro non lo sapeva.

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