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Come registrarsi su lib-web-cats e dominare il mercato italiano in mezza giornata

10 Giu

Spronato da un recente messaggio di Pierfranco Minsenti su AIB-CUR, ho contattato Marshall Breeding per chiedere come fare a elencare i software di Comperio e le biblioteche del sistema veronese in lib-web-cats (library web sites and catalogs).

Marshall Breeding lo conoscerete sicuramente perchè tiene un sito di informazione dedicata esclusivamente al mondo delle tecnologie per le biblioteche. Redige annualmente un report sull’andamento del mercato e, sempre annualmente, invia dei questionari a vari bibliotecari circa il grado di soddisfazione dei prodotti e delle aziende che utilizzano per poi redigere un altro report.

Tra le belle cose che fa Breeding c’è mantenere online un’anagrafe delle biblioteche e dei prodotti tecnologici che utilizzano, basata sull’auto segnalazione da parte delle biblioteche stesse. Fin’ora erano elencate solo 52 biblioteche italiane, prevalentemente legate a sw stranieri (Aleph, Millennium) oppure a SOL. Tanto per raddoppiare i numeri ho inserito le 68 biblioteche pubbliche che compongono il Sistema Bibliotecario della Provincia di Verona. Ora, finalmente, ClavisNG è il prodotto più diffuso in Italia, stando a lib-web-cats muahahahaha 😛

Come fare (comprensivo di immagini annotate da ingrandire con un click)

Innanzitutto bisogna registrarsi (nome, mail, tipo di utente) gratuitamente e velocemente. Avrete quindi accesso a un pannello utente dove è presente il pulsante “Submit a library to lib-web-cats“. Cliccandolo si aprirà una corposa scheda di inserimento strutturata in 3 aree principali:

1. informazioni di contatto della biblioteca: nome, località, telefono, tipo di biblioteca, URL del sito web e dell’OPAC, presenza o meno di wireless

Informazioni della biblioteca, indirizzi, URL, wireless

2. informazioni sui prodotti attualmente (o precedentemente) utilizzati. Automation system sta per il gestionale (ILS), mentre Discovery Product per l’OPAC. Informazioni sull’appartenenza a un consorzio o sulla fornitura di servizio ASP da parte dell’azienda.

Elenco di prodotti e rivenditori

3. Informazioni statistiche sulla presenza o meno di distaccamenti della biblioteca o sul volume di prestiti o patrimonio in relazione agli abitanti. Informazioni per contattare via mail la biblioteca o il direttore.

Info statistiche e contatti mail

Spero che sempre più bibliotecari inseriscano e mantengano aggiornato il profilo delle loro biblioteche. La cosa migliore sarebbe raggiungere un numero significativo per poter chiedere di sottoporre anche alle biblioteche italiane il questionario annuale sullo stato del mercato e dei prodotti.

P.S. l’anagrafe delle biblioteche italiane è un’altra cosa… serve a… è utile per… cioè… ci sono i codici delle biblioteche… come dire… insomma è un’altra cosa, ecco… non ci sono tutte queste interessantissime informazioni su software e rivenditori…. è l’anagrafe, ci vai un paio di volte in vita, poi basta.

percepisco una vibrazione nella forza

1 Mar

L’altra percezione, pubblicata online esattamente un mese fa, è l’annuale report di Marshall Breeding sulle tendenze nel campo dei sistemi integrati per biblioteche (ILS).

Breeding, oltre a scrivere su Library Journal, raccoglie e mantiene sul suo sito Library Technology Guides un discreto database di prodotti e rivenditori di software per biblioteche. Le informazioni contenute sono principalmente prodotte dalle biblioteche, che possono segnalare il prodotto che utilizzano. Inoltre, ogni anno, Breeding mette online un questionario dove raccoglie dati sulla soddisfazione dei prodotti, delle compagni ed eventuali cambi di prodotto.

Al di là delle possibili critiche legate a queste “perceptions” (v. Dan Scott nel 2009 o Ed Corrado nel 2010), vorrei fare un paio di osservazioni:

1. è possibile avere un modello di business basato su software open source (vedi ByWater Solutions, Equinox, MediaFlex, ecc ecc). Lo so, suona come la scoperta dell’acqua calda. Ogni tanto però mi chiedo, come utente finale, cosa impedisca ad una azienda di rilasciare il suo codice sorgente.
Siccome l’ho sentita, vi riporto una possibile risposta: “tanto poi i bibliotecari cosa se ne fanno?”
Ok, secondo me è una risposta stupida, ma fa riflettere su una cosa: nessuno di noi andrà mai a leggersi il codice scritto da qualcun’altro senza un valido motivo.
E allora, se invece di tutto il codice, che va bene non mi leggo, chiedessimo semplicemente una API documentata?
Vabbè, mica l’ho detto io, mi pare sia stato scritto su Computers in libraries da Ellen Bahr.
Nel 2007.

2. tempo fa, non ricordo dove, leggevo che si pensava di ristrutturare il sito dell’AIB per utilizzare un CMS. Sarebbe bello riuscire a infilarci dentro anche una cosa simile a quella fatta su LTG, basata sulla possibilità degli utenti di segnalare il software utilizzato, non dovrebbe essere complicato e forse renderebbe più semplice mantenere le informazioni aggiornate.
p.s. hey, qui manca Clavis 😛

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