Archivio | maggio, 2013

Il diario segreto di DiscoveryNG

26 Mag

Sono sempre più convinto che se uno fa un lavoro con passione e realizza qualcosa di qualità, non vede l’ora di condividerla, di farla vedere al mondo. Ne parla volentieri anche mentre si beve una birra con gli amici. Viceversa, si tende ad avere paura di condividere le cose venute un po’ male, pensando sempre “prima voglio aggiustarla meglio” oppure “mi vergogno a condividerlo così”.

A chi rientra nella seconda categoria consiglio di leggere come mai si pensa sempre che il proprio prodotto faccia schifo.

A tutti gli altri voglio dedicare un viaggio nei segreti di DiscoveryNG. Alla scoperta di alcune delle cose simpatiche che, per ora, conosciamo solo io e Nicolò.

Il nome

Gli sviluppatori spendono un sacco di tempo a dare nomi alle cose. Danno nomi alle variabili, alle funzioni, ai metodi. Danno i nomi ai server, ai computer. Decidono come si chiamerà il software, un certo componente del software o una certa versione del software.

Quando sono arrivato a Comperio, DiscoveryNG si chiamava già così. Era un vero e proprio “pezzo” di ClavisNG (p.s. le NG stanno per Next Generation). L’ultima versione di Discovery (la 0.9) era stata battezzata Rigoni Stern. Ciro un giorno mi ha spiegato che l’idea era dare un nome di scrittore italiano alle versioni dispari, e un nome di scrittore straniero alle versioni pari.

Dovendo riscrivere completamente il software, creando un modulo esterno per Silverstripe, è stato scelto di chiamarlo Liquens, che pare fosse uno dei nomi originari che doveva avere DiscoveryNG. Quindi Liquens è diventato il componente che, se aggiunto a Silverstripe, fa un DiscoveryNG.

Francamente non ricordo come mai dalla versione 0.9 abbiamo deciso di saltare alla 3, tutto d’un tratto. Forse perchè era un bel numero. Ad ogni modo, con la scusa del continuos deployment e del fatto che non rilasciamo online il codice, il numero di versione è rimasto fisso a 3.0 alpha ‘ice-breaker’.

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Ice breaker perchè avevo deciso che Discovery dovesse avere un senso, almeno per me, così mi sono fatto un giro sulla pagina disambigua di wikipedia e ho scelto, assieme ad Isacco, che Discovery sta per RRS Discovery, una nave per le spedizioni nelle regioni antartiche. In teoria le versioni successive avrebbero dovuto chiamarsi con il nome di vari esploratori e ricercatori saliti a bordo delle varie spedizioni (es. Shackleton). Così come già immaginavo un sacco di elementi grafici legati al mondo delle spedizioni dei primi del Novecento.

Invece no.

Domani aggiorniamo tutti i DNG all’ultima versione, a cui stiamo lavorando da alcuni mesi. Proprio bella. Anzi, una vera e propria bomba. Così la versione passa da 3 a 4. All’improvviso. Ci sono momenti importanti nella crescita: il primo bacio, la prima sbronza, la patente e cose simili. Così cercavamo un nome adeguato, e abbiamo deciso di usare “BOOM“. La mia speranza è di riuscire a usare onomatopee di fumetti anche per le prossime versioni. Questo soprattutto perchè fa un sacco di effetto per iniziare i post dove annunci le novità.

La nave Discovery comunque continuerà a farci compagnia, restando il logo di default del tema predefinito.

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I nostri libri

Volete sapere come sono fatte la mia libreria e quella di Nicolò? Beh, allora fatevi un giro sui portali con installato DiscoveryNG e trovate una biblioteca che non si sia personalizzata la pagina di presentazione. Date un’occhiata al rettangolo sopra al menu di navigazione e avrete un’idea di cosa abbiamo letto negli ultimi anni.

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Volendo abbellire le pagine delle biblioteche, avevamo bisogno di almeno un elemento grafico da mettere sopra al menu. Allora ci siamo fatti delle foto alle librerie, da mostrare nel caso le biblioteche non avessero tempo di mettersi un’immagine. Sapere che accanto agli orari di apertura, alcune biblioteche mostrano senza saperlo alcune delle mie graphic novel preferite mi fa sempre gongolare.

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I divertimenti

C’è stato un momento molto buio nella vita di DNG, in cui malvagi extraterrestri hanno messo a rischio le sorti del pianeta, costringendoci ad oscurare una delle poche forme di resistenza rimaste.

Ai paladini della giustizia volevo svelare come non perdere la speranza. Ogni volta che il vostro DNG entrerà in manutenzione (ad esempio domani mattina), vi basterà inserire la password INVADERS nell’attesa, per decollare con il vostro caccia interstellare e aiutarci a sconfiggere il nemico.

Al momento è questo il punteggio da battere.

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Riunione di famiglia

25 Mag

Lunedì 13 maggio si è svolto a Brescia il primo incontro degli utenti ClavisNG e, devo ammetterlo, per me è stato un mix di emozioni contrastanti.

Ho sognato questo incontro per almeno due anni, da quando ho iniziato a conoscere i clienti Comperio e fare formazione all’uso del gestionale ClavisNG. Tante volte mi è capitato di pensare “ah, questi dovrebbero proprio conoscere questi altri” oppure “ah, come sarebbe bello se si incontrassero per discutere assieme questa cosa“. Purtroppo la mia azienda è piccolina e non ha capacità organizzativo/comunicative tali da realizzare un incontro del genere. Così ci hanno pensato direttamente gli utenti, contattandosi tra loro e trovando il tempo di vedersi tutti assieme.

sono un pessimo fotografo #1

sono un pessimo fotografo #1

Chi c’era: Biblioinrete (Provincia di Vicenza), Biblioteca Ambrosiana, Biblioteche della Montagna Pordenonese, Consorzio bibliotecario Castelli Romani, CSBNO, Sistema bibliotecario Provincia di Verona, Sistema bibliotecario provincia di Gorizia, Sistema bibliotecario urbano di Torino, Sistema bibliotecario Valdostano, Rete documentaria Provincia di Pistoia, Sistemi bibliotecari delle Provincie di Brescia e Cremona, Comperio.

Assenti giustificati: Rete documentaria della Provincia di Pisa, Provincia di Padova, Chioggia, UniVIU, IMT Lucca, Provincia di Sondrio, Museo diocesano di Milano, Rete Cedro, Biblioteche dell’Amministrazione Provinciale di Milano.

sono un pessimo fotografo #2

sono un pessimo fotografo #2

Cosa si è detto: principalmente ci si è presentati, raccontando il proprio rapporto con il software ClavisNG e Comperio. Quindi è stata decisa la creazione di una mailing list, con la formazione di alcuni “gruppi di interesse” attorno ad una serie di temi importanti.

Il nodo centrale per gli utenti di ClavisNG è capire come viene portato avanti lo sviluppo del software, per cercare di contribuire e orientare, ove possibile, le scelte di Comperio.

I miei sentimenti contrastanti derivano dal fatto che ormai mi occupo solo di DiscoveryNG, avendo abbandonato da diversi mesi la mia attività su ClavisNG. Quindi posso solo augurarmi che chi organizza lo sviluppo del software nella mia azienda riesca a valorizzare questo nuovo gruppo di riferimento, riuscendo a dialogarci in maniera adeguata e a realizzarne le richieste.

Vendorleaks

1 Mag

L’altro giorno stavo seguendo l’incontro del NISO Bibliographic Roadmap Development Project (trovate i materiali su questo sito), finchè sono stato colpito alla testa da un paio di simpatici tweet.

🙂 Mi ha fatto molto ridere e volevo condividerlo, ma in realtà non c’entra con il discorso che volevo fare.

Il contesto è l’abbandono del formato MARC e il tweet dice chiaramente: i rivenditori non faranno passi in avanti finchè non lo faranno le biblioteche e le biblioteche non faranno passi in avanti finchè non lo faranno i rivenditori.

Per lavoro mi sono spesso trovato a riflettere sul rapporto tra il rivenditore di software e le biblioteche: su come si sviluppino assieme i progetti, su come si riescano a realizzare servizi o prodotti (cosiddetti) innovativi. All’inizio del mio percorso sentivo la mancanza di interlocutori, ovvero di persone in grado di spiegarmi le ultime evoluzioni degli standard, persone in grado di immaginare nuovi servizi e aiutarmi a costruirli. Ma alla fine ho capito che ogni cliente ha le sue complessità e le sue priorità inderogabili. Spesso queste dominano il rapporto con il rivenditore, generando una empasse nello sviluppo.

Vorrei quindi elencare alcune banalità legate al rapporto tra rivenditore e cliente.

1. il rivenditore fa quello per cui viene pagato.

Se domani una biblioteca venisse alla mia porta, disposta a finanziare un progetto che permetta ai libri sugli scaffali di brillare al buio ed emettere una simpatica musichina ad ogni prestito, probabilmente prima di declinare darei una sbirciata al compenso. Non che mi interessi di musichine, però potrei anche accettare e mettermi a lavorare, visto che mi pagano. Un’azienda che intenda sopravvivere nel mercato deve essere disposta a questo genere di compromessi per essere in grado di pagare gli stipendi.

In un simile contesto non è facile trovare il tempo per lo studio, o l’azienda è abbastanza grossa da permettersi un settore ricerca&sviluppo, oppure è abbastanza piccola da fare bene una sola cosa.

Suggerimento: diffidate dalle aziende senza una mission ben definita. Se l’azienda a cui vi rivolgete non si identifica chiaramente con l’obiettivo di realizzare la migliore musichina-da-prestito del mondo, provate a cercare ancora. Se non esistono aziende che fanno musichine-da-prestito, sceglietene almeno una che abbia del gusto musicale.

2. un’azienda del settore IT non è in grado di realizzare qualsiasi progetto informatico

In parole povere, l’informatica non è magia e gli informatici non sono alchimisti (anche se alcuni si ritengono tali). È un mondo dove sono necessarie molte diverse competenze per poter realizzare qualcosa. Fate fare il vostro sito ad un team di ingegneri e non aspettatevi una grafica moderna e accattivante.

Suggerimento: imparate a riconoscere gli ambiti di competenza delle aziende IT, guardate altri lavori fatti dall’azienda o contattate altri clienti.

3. il rivenditore usa sempre un linguaggio alla moda

Parole come standard, ebook, app, open, 2.0, integrazione, social hanno l’affascinante capacità di non significare assolutamente nulla di per sè. E aggiungo che non sono assolutamente sinonimo di innovazione, trattandosi di cose in circolazione da parecchi anni. Il dramma è che si tratta di un circolo vizioso, visto che spesso sono le stesse biblioteche a fare affermazioni prive di significato (un esempio è “desidero l’integrazione con Facebook, Twitter, Google+”) lasciando al rivenditore il compito di imbastire un prodotto sopra alla “visione”.

Suggerimento: chiedete all’azienda cosa sta facendo di veramante innovativo per il mondo delle biblioteche, non per voi. Spesso non serve parlare informatichese per capirsi. Sforzatevi di stabilire un linguaggio comune.

4. più clienti fanno la stessa richiesta, più è probabile che verrà presa in considerazione prima delle altre

Se un software viene usato contemporaneamente da centinaia di persone, l’azienda si troverà a dover gestire centinaia di richieste. Uno dei criteri usati per determinarne le priorità è la quantità di clienti che fanno la stessa richiesta. Per un semplicissimo ragionamento di customer satisfaction.

Suggerimento: Imparate a fare pressioni in modo coordinato. Il 13 maggio finalmente si incontrano gli utenti di ClavisNG, che quindi possono saltare questo punto.

Giulio e Isacco @ Comperio

Isacco e Giulio riflettono sul futuro del MARC @ Comperio Srl

Conclusioni

Sono consapevole dei problemi legati alla scelta di un rivenditore da parte della P.A. (burocratizzazione, questioni politiche, ecc.), così come sono consapevole che ogni rivenditore sceglie di adottare il suo personale modello di business.

Questo significa che le precedenti banalità non valgono per tutti. Volevo parlarne solo perchè le banalità sono tra le cose più dure con cui mi scontro. Ed essendo banalità, si fa spesso finta che non esistano.

Le vere innovazioni non piovono dal cielo, non sono il colpo di genio notturno dello sviluppatore talentuoso. Sono frutto di ricerca e condivisione dei risultati (per questo c’ho l’ansia del “parliamone). Queste cose richiedono tempo, studio e partecipazione attiva alla progettazione. L’appuntamento NISO ci insegna che si sta progettando adesso quello che le biblioteche useranno forse tra 15 anni.

In tema di biblioteche e software per l’automazione, dovreste saperne tanto quanto (se non più) del rivenditore. Ma non riguardo a quello che c’è in circolazione oggi, intendo dire che dovreste sapere meglio del rivenditore come immaginate le biblioteche di domani.

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