Tag Archives: coderdojo

Omote

24 Ott

A più di un anno dall’ultimo post, ci tenevo a dirvi che ho recentemente traslocato.

Dopo aver finanziato la piattaforma di blogging Ghost, ho deciso di spostare tutti i contenuti di questo blog su un altro server dove poterla provare. Ho chiamato il mio nuovo blog Omote, che è una parola giapponese per indicare ciò che sta di fronte, la faccia pubblica. L’altra faccia si chiama Ura e mi dispiace ma l’unica voce in merito è sulla wiki francese.

Ho deciso così di ritagliarmi un piccolo spazio web dove poter gestire la mia identità. Invece di aprire un blog per ogni interesse, ho scelto di avere un posto unico dove poter cianciare di tutte le cose profersonali che seguo: cose più o meno tecniche come quelle che ho pubblicato qui su ITMFL, cose da sviluppatore front-end, cose per appassionati di open source, cose da coderdojo, e poi chissà.

Anche per quanto riguarda il mondo fisico, dopo aver salutato gli amici di Comperio a Rovigo, ho avuto l’opportunità di lavorare per qualche mese a Milano con la startup TwoReads, per poi tornare a stare a Padova.

Ora faccio il freelance. Se avete bisogno di me fate un fischio.

omote

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Di come partendo da un MARC viewer sono arrivato a scoprire cosa vuol dire MOOC

23 Apr

MARC Viewer on Codecademy

Codecademy si è rifatto il look. L’ultimo redesign deriva probabilmente dall’inizio dei corsi su HTML e CSS, ovvero sulla necessità di migliorare l’organizzazione delle diverse tracce disponibili (attualmente 3: javascript, html+css, code year). Non bastasse, grazie al fatto che chiunque può proporre dei corsi, questa riorganizzazione ha portato in evidenza alcune lezioni “bonus” riconosciute dal team come interessanti al di là delle tracce ufficiali.

Insomma, non ci crederete, ma così sono incappato in un breve corso su come realizzare un semplice lettore di record MARC(21) in javascript. Anche se il corso non è molto utile per approfondire javascript, risulta estremamente efficace per far comprendere i tracciati MARC a chi ne ha sempre sentito parlare ma non li ha mai “toccati con mano”.

Vi assicuro che dà soddisfazione capire come trasformare un “blob” di dati come il seguente

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in qualcosa di un po’ più leggibile (coff coff…)

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533 aElectronic reproduction.bOxford :cOxford University Press,d2010.nMode of access: World Wide Web. System requirements: Internet Explorer 6.0 (or higher) or Firefox 2.0 (or higher).nAvailable as searchable text in HTML format.nAccess restricted to subscribing institutions.
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85640uhttp://otm.oxfordmedicine.com

Come scrive lo stesso autore

 I hope that it gives cataloguing coders an idea of what a MARC21 record looks like under the hood and helps clarify the cataloguer’s opinions as to whether MARC must or mustn’t die. (HINT: it must)

Nota: MARC must die è un noto articolo di Roy Tennant comparso su Library Journal il 15/10/2002 (sì, 10 anni fa).

 

CatCode

Incuriosito dall’esperienza sono andato a leggere il blog dell’autore e ho scoperto che da alcuni mesi è nato CatCode, un progetto per migliorare il dialogo tra catalogatori e programmatori. Navigando un po’ sul sito mi pare di capire che l’obiettivo sia soprattutto fornire strumenti e riferimenti utili ai bibliotecari che in qualche modo intendono avvicinarsi al mondo della programmazione, oppure ai programmatori che finiscono per aver a che fare con il mondo delle biblioteche 😉

Hanno anche realizzato uno spazio alla stack overflow, LibCatCode, ovvero un sito Q&A. Forse non è ancora molto frequentato, però credo si tratti di una bella iniziativa che vale la pena tenere d’occhio.

CoderDojo

Codecademy, o l’esperienza di CatCode, mi fanno pensare a quanto percepisco come ancora poco diffusa l’educazione informatica di alto livello. Intendo dire, siamo pieni di corsi su come usare il computer, come usare Office. Ma quanti corsi su come realizzare un sito internet o programmare un’applicazione in PHP?

Dite che è troppo? Non credo, e non lo crede nemmeno chi ha creato coderdojo (grazie a biblioragazzi), un’esperienza nata negli Stati Uniti (e finalmente arrivata in Italia) per permettere anche ai più piccoli di imparare i linguaggi di programmazione.

Il punto è

…se per il calcio puoi iscriverti ad una squadra, e per il violino vai alla scuola di musica, dove va un ragazzo se vuole creare un’applicazione?

Thomas Suarez al TEDxManhattanBeach

L’anno scorso, alla partenza di cpd23, ero capitato su un bel post di Meg Jones a proposito della possibilità di usare addirittura le biblioteche come spazio per insegnare ai bambini a programmare.

CPD23, MOOC e ‘demy…

A questo proposito, ricordate cdp23? Beh, per chi fosse interessato a breve ripeteranno il corso!! Ancora una volta sollecito chiunque operi nel mondo delle biblioteche a partecipare, le lezioni saranno le stesse ma a cadenza meno serrata, quindi dovreste riuscire a seguirle con più facilità..

Tra cpd23, codecademy e coderdojo sembra proprio che stia succedendo qualcosa nel mondo della formazione. Beh, questo qualcosa pare avere già un nome:  Massive Open Online Courses (MOOCs). Una breve introduzione potete trovarla su educause, mentre potreste voler aggiungere ai vostri feed quello del blog Alt-Ed.

In sostanza si tratta di chiamare in qualche modo la crescente offerta di corsi formativi direttamente online, tramite blog, siti specializzati, forum, LMS, iTunesU, ecc. Un esempio potrebbe essere il corso che trovate su http://competenzetecnologichedeibibliotecari.blogspot.it/, ma ci metterei anche tutto quello che trovate su codecademy, code school, khan academy, udemy.

Al di là delle legittime perplessità circa la quantità di “rumore” generato dalla comunicazione online o delle differenze tra corso “in sede” e online, mi preme notare due cose:

  1. sempre più fonti autorevoli stanno valutando positivamente questo approccio, migliorando notevolmente la qualità dell’offerta
  2. la barriera d’accesso a competenze informatiche approfondite è sempre più sottile, non avete più scuse per non approfittarne 😛
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