Archivio | novembre, 2011

I’m listening to “This Is The End” by The Doors

29 Nov

Thing 23: Reflection – What next?

Ok, here we are. The final post about cpd23. Right near the deadline. I’ve did it!

Glad to participate to the program, discovering the UK situation for librarians, and compare with italian’s situation. There’s a lot of good ideas, initiatives and librarians. (My only regret was seeing too much cpd23-bloggers disappear slowly from my feed reader…)

As I expected, it force me to blog semi-regularly. This led me to consider another approach to blog posting: “write less, post more“. I think a lot about my work and follow some news, so why not share more thoughts?

Mantain this blog and try to create conversations is the first task on my Personal Development Plan. By now, every other task is “finish-to-read-that-damn-book” related (this and this) or something like “organize-yourself-remember-what-free-time-means“.

Sometimes I think about the language issue (english? italian? both?), but given the difficult I’ve found to mantain both, I think the majority of future post will be italian only (sooo saaad). Maybe some tech post will be only in english, who knows….

ok, done, also the survey….now gimme the certificate! 😛

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Any organization that designs a system will inevitably produce a design whose structure is a copy of the organization’s communication structure.

29 Nov

Thing 17: The Medium is the Message – Prezi and Slideshare

Il tempo è agli sgoccioli, domani scade il termine per il completamento di cpd23. Se c’è una cosa che riesco a fare sempre bene è prendermi all’ultimo minuto.

L’appuntamento con Prezi e Slideshare era uno di quelli che attendevo di più, purtroppo però non riuscirò a creare una presentazione dignitosa in Prezi entro 24 ore. Prezi è un’applicazione online per la costruzione di presentazioni, Slideshare è un network che serve a condividerle.

NOTA:The medium is the message” è una frase di Marshall McLuhan. Sicuramente leggerlo vi farà bene. Così capirete perchè mi innervosisco facilmente di fronte a chi sottovaluta la pervasività dell’informatica, a chi non si rende conto di aver confuso il proprio gestionale con la biblioteconomia, le questioni di SBN con i temi della catalogazione.

Già alle superiori avevo dei sospetti, ad ogni modo all’università ne ho avuto la certezza, soprattutto all’interno dell’ambito inormatico: PowerPoint è un pessimo strumento comunicativo. Lo spiega dettagliatamente Edward Tufte all’interno del suo The Cognitive Style of Powerpoint (30 pagine, le trovate online), dove tra l’altro ho scoperto la meravigliosa legge di Conway:

Any organization that designs a system (defined more broadly here than just information systems) will inevitably produce a design whose structure is a copy of the organization’s communication structure.

applicabile tanto a ClavisNG di Comperio, quanto a PowerPoint di Microsoft. Personalmente ho visto raramente usare PowerPoint veramente bene, nel caso di brevi presentazioni (20′-40′), dove le slide erano puramente decorative o di sostegno a particolari osservazioni. Il problema è quando PowerPoint si sostituisce ad una dispensa, a grafici e tabelle statistiche.

Purtroppo avevo maturato il mio odio per PowerPoint già durante il triennio, quindi non sono riuscito a usarlo. Ho usato invece il mitico HTML Slidy (conosciuto grazie ad una presentazione di Maurizio Messina all’università). HTML standard, potete scrivere le slide con notepad, mitico. Poi le ho comunque convertite e condivise anche con Slideshare, vedi mai che interessano a qualcuno (dubito, pessime slide, a me non piacciono, ogni volta gli elenchi puntati sono lì a fissarmi….).

Insomma, quello che ci tenevo a comunicare in questa lezione è che quello che conta è il CONTENUTO! L’idea di separare presentazione da contenuto sta alla base dello sviluppo per il web. Per questo dalla fine degli anni ’90 è sparita la figura del “webmaster” in favore di web designer, web content manager, information architect, ecc…

Se state leggendo questo blog, magari navigate abbastanza sul web. Provate a fare un piccolo esercizio, quando siete su un sito, provate a valutare ad occhio quanta percentuale di spazio è dedicata al contenuto principale e quanta agli elementi decorativi. Provate poi a capire se gli elementi presentazionali del contenuto hanno una qualche attinenza con quanto viene comunicato. Già questo potrebbe essere uno spunto per valutare la bontà del sito e delle informazioni che contiene.

everytime you make a powerpoint edward tufte kills a kitten

Fare volontariato fa crescere sani e forti

24 Nov

Thing 22: Volunteering to get experience

La penultima cosa offre interessanti spunti sulle possibilità di fare esperienze di volontariato nel settore. Anche se il punto di partenza è sempre quello ” […] you can’t get a job without experience and you can’t get experience because you can’t get a job”, sono riassunti alcuni esempi di opportunità collaterali all’esperienza, meno scontate (incontrare persone, inserirsi in un circuito professionale, ecc.)

Certo non è semplice parlare di volontariato dalle nostre parte, soprattutto pensando agli stipendi già bassi e alla difficoltà di trovare lavoro. Ah, e non voglio parlare del volontariato usato invece come dequalificazione delle professionalità necessarie per le attività in biblioteca (pensando ad alcune infelici iniziative che leggevo su AIB-CUR un po’ di tempo fa).

Ad ogni modo, per come la vedo io e confrontandomi con l’esperienza di diversi amici universitari, l’importante è fare esperienze lavorative il prima possibile! Già in Italia arriviamo molto lunghi alla conclusione degli studi, la cosa tragica è arrivarci a digiuno di esperienze. Dal lavoro di squadra al rispetto degli orari, dall’imparare a fare le cose entro le scadenze ai rapporti coi clienti. E queste sono cose generiche che servono in ogni posto di lavoro, non parliamo delle opportunità di incontro con persone stimolanti per la propria crescita professionale.

Ora che ci rifletto, molte delle esperienze di volontariato/collaborazione che ho fatto durante il periodo universitario si sono rivelate determinanti per la mia attuale professione….

Cosa potrebbe essere utile sapere per cercare un lavoro nel settore

24 Nov

Thing 21: Promoting yourself in job applications and at interview

La ventunesima cosa su cui cpd23 fa riflettere è il modo in cui ci presentiamo al mondo del lavoro, ovvero alcune dritte su come curare il CV e prepararsi a un colloquio. Si parla soprattutto della realtà inglese, quindi per chi volesse andare all’estero credo sia un post molto utile.

Personalmente ho preparato il mio CV usando il modello Europass, magari non il meglio strutturato, ma sicuramente una buona traccia (e dimostra che sapete usare un word processor!). L’ho mandato (in formato pdf) ad alcune aziende pescate dal catalogo espositori di Bibliostar 2009. Ah, ovviamente non sottovalutate anche un profilo su LinkedIn.

Nell’attesa che i bibliotecari metabolizzino una nuova biblioteconomia, per sottoporre il vostro CV ad una azienda del settore potrebbe essere utile conoscere:

  • com’è fatto un catalogo e i suoi record, da FRBR agli authority file, passando attraverso i database
  • come funziona nel suo complesso una biblioteca, magari averci lavorato (questo vi farebbe bene soprattutto se siete un programmatore :P)
  • UNIMARC e altri standard per la gestione e lo scambio di dati bibliografici
  • come funziona il web, possibilmente provate a costruirvi un piccolo sito internet per prendere confidenza con HTML e CSS. Arrivati lì vedrete che parlare di XML diventerà una passeggiata.
  • social networks, mashups, smartphones, ebooks e altre cose con cui divertirvi
Al di là di tutto, una cosa è fondamentale, non c’è più spazio per essere imbarazzati di fronte ad un browser o alla lingua inglese. Recuperare informazioni, valutare l’autorevolezza delle fonti, aggiornarsi costantemente sono cose che dovrebbe saper fare chiunque, a maggior ragione chi intende lavorare nel campo delle scienze dell’informazione.
Concludo segnalando che il post di cpd23 l’ha scritto un’italiana all’estero, e che spero siate andato a leggervelo, perchè giustamente evidenzia come il prerequisito fondamentale a qualsiasi ricerca lavorativa sia chiedervi quali sono i vostri interessi e cosa vi dà soddisfazione fare.
Inoltre nell’ultima puntata di BiblioCAST, Francesco Serafini intervista Concetta La Spada che racconta la sua esperienza di lavoro presso gli Idea Store di Londra. Dateci un ascolto 😉

Don’t search our catalogues, search your browser!

13 Nov

Oggi è stata una giornata ricca di tweet interessanti 😛 Uno che mi è passato sott’occhio conteneva la frase: “Don’t search our catalogues, search your browser!“.

Mi è subito tornato in mente il Mycroft Project (e l’open search) e il fatto che probabilmente la nuova versione dell’OPAC SBN invalidava il plugin per Firefox. Così sono andato a correggerlo e ora funziona di nuovo 🙂
Lo trovate con questa ricerca e aprendo il link con Firefox vi chiederà automaticamente di aggiungerlo all’elenco dei motori di ricerca.

Probabilmente ne abuso un po’, tuttavia mi sembra una funzione estremamente comoda che permette di risparmiare inutili tempi di caricamento per dover comunque compilare un form di ricerca. Tra l’altro, se il sito lo prevede, durante la navigazione vi verrà proposto di aggiungerlo tra i motori. Attualmente ci sono 884 plugin per cataloghi di biblioteche (8 per l’Italia).

Allo stesso modo ho imparato come aggiungere un motore di ricerca a Chrome. E’ spiegato bene sulla guida di Chrome, ad ogni modo, per aggiungere rapidamente la possibilità di ricercare su SBN, basta cliccare la chiave inglese in alto a destra e quindi andare in Opzioni (o Preferenze). Dalla scheda Impostazioni di base vi basta cliccare sul pulsante Gestisci motori di ricerca… per aprire un riepilogo dei motori che potete usare. In fondo troverete la possibilità di aggiungere una nuova riga, simile alla seguente:

dove l’URL bordato di rosso dovrebbe contenere:

http://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=solr_iccu&select_db=
solr_iccu&from=1&searchForm=opac%2Ficcu%2Ffree.jsp&result
Forward=opac%2Ficcu%2Fbrief.jsp&do_cmd=search_show_cmd&struct
%3A1016=ricerca.parole_tutte%3A4%3D6&item%3A1016%3AAny=%s

Se come me avete impostato “sbn” come parola chiave per usare quel motore, vi basterà digitarla nella barra degli indirizzi, seguita da spazio (o tab), quindi dalla stringa di ricerca, per ottenere immediatamente i risultati.

P.S. mentre scrivevo l’articolo mi son detto “… e perchè non fare un plugin anche per il MAI – MetaOPAC Azalai?” Così ho fatto anche quello (per titolo, su tutti i cataloghi e tipi di documento), che però non può funzionare allo stesso modo per Chrome visto che il passaggio di parametri ad Azalai è un pelo più complesso. Ad ogni modo ricordo l’indicazione riportata sul sito del metaopac: “Questo metaOPAC è indicato per la ricerca di documenti poco comuni non trovati in altri cataloghi italiani. Usarlo come strumento di ricerca primario è sconsigliabile, perché produce risultati sovrabbondanti e rallenta il funzionamento.”

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